| |
I principi
di Savoia, discendenti dai re d'Italia, regnavano da tre secoli
sulle parti più belle dell'antico reame di Borgogna, e di
qua dall'Alpi sulle contrade che avevan formato gli ereditari dominii
dei re Berengario II ed Adalberto, loro antenati.
Verso la metà
del secolo quattordicesimo, Amedeo VI, detto il conte Verde, era
conte di Savoia e Marchese in Italia. Nessun principe della sua
stirpe ebbe più alta fama nè più universale.
Le sue armi vittoriose corsero più d'una volta l'Italia.
Scorgendo che l'Impero Greco minacciato dai Turchi, manomesso dai
Bulgari era vicino a crollare, rangunò a Venezia un numeroso
naviglio, fece vela per Costantipoli, ruppe i Bulgari in più
scontri, liberò delle loro mani l'imperatore Giovanni Paleologo,
e per merciè di si rilevato servizio ottenne che tornassero
egli e la sua chiesa al centro dell'unità cattolica; al qual
fine venne quel Cesare a Roma appiè d'Urbano VI(1366-67).
Amedeo VI era
la più nobile espressione di quella cavalleria del medio
evo, che ha lasciato così gloriose memorie. La tradizione
fa risalire le origini all'Ordine del Cigno Nero, fondato da Amedeo
VI di Savoia, detto il Conte Verde, nel 1350 (in occasione delle
nozze della sorella Bianca con Galeazzo II Visconti). Un'altra tradizione
secolare fa risalire l'Ordine SS.A. al 1362, nella circostanza della
lotta del Conte Verde contro Federico II, Marchese di Saluzzo. In
origine lo scopo era di "indurre unione e fraternità tra i
potenti sicchè si evitassero le guerre private". I Milites
Collaris Sabaudiae, erano in origine limitati a 14, fratelli e compagni
sotto la guida di Amedeo VI, primo Gran Maestro dell'Ordine. In
seguito furono aumentati a 20 da Carlo II il Buono. Gli statuti
originali dell'Ordine dettati da Amedeo VI sono andati persi, e
sino ai giorni nostri sono stati tramandati quelli voluti dal Gran
Maestro il Duca Amedeo VIII nel 1429. Il Duca Emanuele Filiberto
stabilì che per essere ammessi occorreva dimostrare la propria nobiltà
da 5 generazioni almeno. Vittorio Amedeo II, Re di Sardegna secolarizzò
l'Ordine. Nel 1869, Vittorio Emanuele II, Re d'Italia, stabilì che
l'ammissione all'Ordine SS.A. potesse avvenire anche senza Nobiltà
di nascita, purchè in presenza di altissimi meriti e servigi alla
Corona effettuati nelle più alte cariche dello Stato. Segretario
dell'Ordine fu così nel 1876 il Presidente del Consiglio dei Ministri.
Nel 1924, il Re Vittorio Emanuele III, stabilì che nel computo del
numero dei 20 Cavalieri, non fossero computati i Principi di Casa
Savoia, purchè nella linea paterna, ed entro il quarto grado, nonchè
gli Ecclesiastici e gli Stranieri. I Cavalieri avevano i seguenti
privilegi: Cugini del Re, Nobilitazione, e portavano il titolo di
"Eccellenza" precedendo le stesse più Alte Cariche dello
Stato. L'Ordine è Dinastico. A seguito della morte di S.M. Umberto
II, Re d'Italia, il figlio S.A.R. Vittorio Emanuele il Principe
di Napoli, Capo d'Ordine e d'Arme della Real Casa Savoia, è il Gran
Maestro dell'Ordine della Santissima Annunziata. I membri sono in
numero massimo di venti, oltre le LL.AA.RR. i Principi di Casa Savoia.
Le insegne consistono nel Collare d'oro (nodi alternati , e figure
della SS.Annunziata circondata con rose), oltre alla Placca da petto
(con rappresentata l'annunciazione della Vergine, circondata da
nodi Savoia ), il nastro è amaranto e la divisa è rosso sangue.
ref. cav. Luiggi
Ciubrario "Notizia Storica del Nobilisimo Ordine dell'Annuziata"
|