L' Ordine dei Santi
Maurizio e Lazzaro affonda le radici della propria origine nelle gesta
gloriose dei crociati in Palestina e ancor prima nella tragica e leggendaria
fine della Legione Tebea.
Per comprendere
l' attuale statuto e denominazione dell' Ordine è opportuno seguire
la nascita e l' evoluzione distinta dei due Ordini, dalla cui fusione
ha tratto origine.

Il Capitolo dell'
Ordine di S. Maurizio, 1453 (Andrea Mantegna - Manuscript on vellum)
L' Ordine di S.
Maurizio prende il nome dal comandante della Legione Tebea, il contingente
di soldati romani, che di stanza nel Nord Africa fu richiamato in Gallia
nel III sec. d.C. Le fonti di cui si dispone non sono concordi nel riportare
le cause del massacro di quella legione. Secondo alcuni la tragica fine
è da imputarsi al rifiuto opposto dai legionari all' ordine di
unirsi alla persecuzione dei cristiani di Gallia, ordinata dall' imperatore
Massimiano. Altre fonti raccontano invece che i soldati furono uccisi
per non aver voluto offrire sacrifici agli dei pagani prima di andare
in guerra. Concordi sono invece circa il luogo in cui si sarebbe consumata
la tragedia: il pianoro compreso tra il Rodano, il lago di Ginevra e
le retrostanti montagne. Ben presto il luogo divenne meta di pellegrinaggio
e già i re di Borgogna fecero erigere una chiesa ed un monastero,
in cui si svolgeva la cerimonia di investitura del regno.
Casa Savoia, all'
esaurirsi della dinastia borgognina nel 1032, raccolse l' eredità
di questa tradizione, insieme al dominio su quei territori. Tra i simboli
dell' investitura vi era anche un anello con una pietra ovale d' agata,
con intagliato un cavaliere, che la tradizione vuole essere appartenuto
a S. Maurizio; l' anello andò perso durante la Rivoluzione Francese.
L' effige di S.
Maurizio la si ritrova anche in una delle bandiere di devozione usate
in guerra da Amedeo VI, detto il Conte Verde, accanto a quelle raffiguranti
Nostra Signora e S. Giorgio. Questa radicata devozione si concretizzò,
al principio del 1400, nella fondazione ad opera di Amedeo VIII, primo
duca di Casa Savoia, di un monastero sulle rive del lago di Ginevra,
a Ripaille, dedicato a S. Maurizio e sotto la regola di S. Agostino.
Proprio in quel monastero, dopo più di quaranta anni di regno,
si ritirò lo stesso Amedeo VIII, dando vita ad una insolita sacra
milizia. Nel 1422 gli era morta la moglie, Maria di Borgogna, ma consapevole
che l' erede Ludovico, Principe di Piemonte, non era ancora in grado
di reggere il governo dello Stato, egli si ritirò nel monastero
senza lasciare del tutto il potere. Diede così vita ad un' originale
sintesi, dividendosi tra i doveri del governo e la vita eremitica. Cinque
suoi consiglieri condivisero la scelta, dando inizio al nuovo Ordine.
I cavalieri scelsero come abito un saio di panno grigio contrassegnato
dalla croce trifogliata.
Nel 1439 Amedeo
VIII fu eletto Papa dal concilio riunitosi a Basilea. Accettato per
obbedienza il pontificato, egli lasciò un testamento riguardante
l' ordine dei cavalieri romiti di S. Maurizio, in cui prescriveva di
accogliere solo persone di provata integrità e prudenza, esperte
in affari di governo, non trattenute da impedimenti secolari, per servire
Dio nella solitudine ed il principe non con l' esercizio attivo, ma
con consigli. Lasciato il papato nel 1449 per porre termine allo scisma
che la sua elezione aveva aperto, egli si ritirò nuovamente in
solitudine; morì il 7 gennaio 1451 a Ginevra ed il suo corpo
fu trasferito a Ripaille, e più tardi nella Cappella della Sindone
a Torino. Con l' elezione al papato anche i suoi compagni lo seguirono
a Roma ed ebbe così termine la prima fase della vita dell' Ordine
di S. Maurizio.
Dovettero passare
più di cento anni perchè il principe Emanuele Filiberto,
risollevate le sorti del regno, ricostituisse anche l' Ordine di S.
Maurizio. Il 16 settembre 1572 papa Gregorio XIII approvò la
nascita del nuovo Ordine di S. Maurizio, come ordine militare e religioso
sotto la regola cistercense, ed affidò ad Emanuele Filiberto
ed ai suoi successori il titolo di gran maestro.
Con bolla papale
del 13 novembre dello stesso anno ebbe luogo la fusione tra l' Ordine
di S. Maurizio e l' Ordine di S. Lazzaro. Nel 1573 il nuovo ordine fu
assoggettato alla regola di S. Agostino, come già l' ordine di
S. Maurizio fondato da Amedeo VIII. L' Ordine di S. Lazzaro, insieme
con le compagnie dei Cavalieri di S. Giovanni (poi trasformatisi nel
sovrano Ordine di Malta), dei Cavalieri del Tempio, e dei Cavalieri
Teutonici, fu una delle prime quattro compagnie di Frati spedalieri,
sorte in Palestina.
Anche dopo la conquista
crociata e la nascita del primo regno latino di Palestina le condizioni
sanitarie e militari erano infatti particolarmente gravi. Da una parte
la continua pressione militare musulmana, e dall' altra la piaga della
lebbra portarono alla nascita dei suddetti Ordini cavallereschi. In
particolare la condizione sanitaria, fortemente condizionata dai principi
religiosi musulmani ed ebrei, suscitò l' intervento di anime
nobili. Il più antico documento attestante l' opera assistenziale
dell' ordine di S. Lazzaro è del 1130. Con gli anni i cavalieri
accumularono molte proprietà, frutto di donazioni di privati,
lasciti, offerte, benefici accordati da principi e re.
A seguito della
riconquista musulmana dei Luoghi Santi anche l' Ordine di S. Lazzaro
dovette riparare in Europa, dova si sviluppò soprattutto nel
Regno di Napoli. Con il venir meno dell' impegno militare, uno dei compiti
per cui era sorto, e per una serie di eccessivi benefici accordati dal
papa, l' Ordine iniziò una fase di decadenza, in cui interessi
e lotte intestine presero il sopravvento. Molti dei papi che seguirono
cercarono di risollevare le sorti dell' Ordine, sempre ribadendo i fini
militari ed assistenziali dei cavalieri. Per breve tempo, dal 1489 al
1565, l' Ordine di S. Lazzaro fi unito al glorioso ordine di S. Giovanni,
nel tentativo di rinnovare l' antico spirito cavalleresco.
Nel 1564 papa Pio
IV tornò a concedere totale autonomia all' Ordine, sotto la guida
di Gianotto Castiglioni, ma la prematura morte del papa lo privò
dell' appoggio papale, e dopo pochi anni, nel 1571, il gran maestro
accettò di rinunciare alla carica a favore del duca Emanuele
Filiberto, che nel 1572 ottenne da papa Gregorio XIII la fusione del
glorioso Ordine di S. Lazzaro con il rinato ordine di S. Maurizio.
Con la stessa bolla
papale fu anche approvata la denominazione di Ordine dei Santi Maurizio
e Lazzaro, ed il nuovo stendardo, nato dall' unione della croce bianca
trifogliata di S. Maurizio con la croce verde biforcata di S. Lazzaro.
Stendardo dell' Ordine con lo stemma di Casa Savoia Dalla fusione con
l' Ordine di S. Lazzaro, il nuovo istituto ereditò la proprietà
e lo statuto di ordine ospedaliero e militare.
Nei secoli passati
esso esercitò la sua funzione di difensore della cristianità
contribuendo alla lotta contro i pirati che infestavano il Mediterraneo.
Debellata la lebbra, il nuovo Ordine continua tutt' oggi la sua opera
di assistenza, con numerosi complessi ospedalieri. Tra questi anche
il vecchio ospedale di Lanzo, oggi purtroppo in grave stato di abbandono,
fondato nel XVIII sec. dal marchese Cacherano della Rocca (ultimo feudatario
di Lanzo) e ristrutturato nel secolo scorso su progetto dell' ing. Mosca.
Anche il patrimonio immobiliare è ingente, annoverando alcuni
tra i più significativi complessi monumentali del Piemonte, quali
le abbazie di Staffarda e di S. Antonio di Ranverso, la Palazzina di
caccia di Stupinigi, la chiesa di S. Caterina e la Torre Rossa in Asti,
la Basilica Mauriziana in Torino.
Nel 1867, l' Ordine
è dinventato la più alta distinzione italiana, ecetto
l'Ordine della Santissima Annunziata.
Sua Altezza Reale
il Principe Vittorio-Emmanuele Duca di Savoia Principe di Napoli, (17)
Generale Gran Maestro dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, soprintende
ogni anno nell'Abbazia di Saint Maurice d'Agaune in Vallese(CH), il
capitolo dell'Ordine.
Bibliografia e citazioni:
1.L. Cibrario, Breve
storia degli Ordini di S. Maurizio e di S. Lazzaro avanti e dopo l'
unione dei medesimi, Stabilimento Tipografico Fontana, 1844, Torino.
2.G. Gallo-Orsi,
A. Bianco, Capitoli di Storia Mauriziana,B.L.U. Editoriale, 1995, Torino.